Pink bomber

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Capo di tendenza negli anni ’90 il bomber è tornato alla ribalta. Ricordo di aver indossato il mio primo bomber intorno ai 13 anni e dopo aver frugato nell’armadio nel vano tentativo di ritrovarlo non ho esitato un attimo ad acquistarne uno simile da Stradivarius. Corsi e ricorsi della moda? No, questo è marketing della nostalgia bellezze! Nell’era post moderna dell’economia digitale sembrerà un paradosso ma si sta affermando una sorta di neoclassicismo culturale. Valori, miti, icone, simboli del passato vengono considerati la culla dell’autenticità. Il passato è idealizzato e sentito come uno “spazio protettivo” un’ancora emotiva rassicurante nelle acque agitate di un mondo in continuo e frenetico cambiamento. È per questo che i brand in ogni settore e ovviamente anche nell’industria della moda cercano di riproporre modelli e valori del passato per fornire ai consumatori di oggi un legame forte con il passato che diventa una proiezione simbolica confortanteuna dimensione arcaica in cui rifugiarsi per sfuggire alle frenesie e alle incertezze del presente. Allo stesso tempo le nuove generazioni che non hanno vissuto quel passato sono attratte da un mondo ignoto e tendono a considerare più cool, alternativi e originali i prodotti riproposti e attualizzati.
È marketing… quindi ci stanno fregando? 🙂 Da marketer ma anche da fashionista personalmente amo questo approccio. A chi non piace tuffarsi nel tempo perduto come Proust con le sue madeleines…? E chi dice che sia perduto? In fondo le età sono uno stato d’animo, spesso evanescente, spesso ancora pulsante e vivo dentro di noi.
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Trendy piece in the 90s the bomber is back in the limelight. I remember I wore my first bomber around 13 years, and after searching the closet in an attempt to find him vain I did not hesitate a moment to purchase a similar by Stradivarius. Fashion courses? No, this is marketing of nostalgia beauties! In the post modern digital economy it will seem a paradox but it is becoming a kind of cultural neo-classicism. Values, myths, icons, symbols of the past are considered the cradle of authenticity. The past is idealized and felt like a “protective space” reassuring emotional anchor in the churning waters of a world in constant and frantic change. This is why the brand in any industry and of course also in the fashion industry are trying to revive models and values of the past to provide today’s consumers with a strong link to the past that becomes a comforting symbolic projection … an archaic dimension to retreat to escape the frenzy and the uncertainties of the present. At the same time the new generations who have not experienced that past are attracted by an unknown world and tend to look repurposed and discounted products more cool, original alternative.
It is marketing… so they are rubbing us? 🙂 As a marketer but also as fashionista I love this approach. Who does not like to dive into the lost time as Proust with his madeleines …? And who says that it is lost? After all, age is a state of mind, often evanescent, often still button and alive within us.

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Stradivarius – bomber

SheIn – t-shirt

Bershka – denim (jeans)

Asos – sandals (sandali)

Bagwati – bag (borsa)

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